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Ma Ulisse era Ulisse, e io non sono Nessuno.

giovedì 3 luglio 2014

essi vivono

Sono senz'altro l'ultimo degli stronzi dinnanzi all'idea di raccontare la Sicilia. Non intendo neanche cimentarmi nell'impresa, ma propongo un esperimento. Provate a chiedere a chiunque di raccontare la propria esperienza isolata. Sono pronto a scommettere che presto sarebbe usata la formula "Bellissima! Però peccato...".

Così anch'io, se provassi a raccontarvi la mia colazione sulla terrazza dell'albergo a Enna alta, non potrei esimermi dal parlare del paesaggio bellissimo sulla provincia più alta d'Europa. Però peccato per quei palazzoni gialli di cemento orribili piazzati a casaccio nello scenario di rocche e castelli.

Sono stato contento di aver avuto l'incarico da autista per portare l'attrezzatura in Sicilia, anche se mi ha fatto un certo effetto trovarmi a solo un'ora di strada dalle persone che sanno farmi stare bene senza però poterle raggiungere, e essere circondato di persone che si son presi cura di me pur dandomi del lei.

Mi drogo un po' di vanità e piccoli entusiasmi, mentre ogni cosa mi sbatte in faccia i forti contrasti che caratterizzano la mia terra d'origine, la mia terra difficile. Come il bambino siciliano venuto a mendicare un po' di cibo al tavolo del ristorante riservato per la cena di artisti e crew, e i venti minuti di spettacolo pirotecnico abbondante, incessante e a tempo di musica, perdipiù. Il primo pensiero facile è "quanto spreco". Il secondo, ed è ancora tra quelli facili, è che quel patrimonio mandato in fumo a bassa quota se anche fosse stato distribuito tra tutte le famiglie con bambini mendicanti cibo, non ne avrebbe affatto migliorato la condizione di vita. Anzi. Perlomeno, per venti minuti ventimila persone hanno giocato a non esser sempre sole, a condividere lo stesso spettacolo, a guardare insieme al cielo. Bello.

La mia permanenza in Sicilia è stata esattamente come tutte le altre da quando l'ho lasciata: molto intensa, troppo breve.

Sono di nuovo sulla strada del ritorno, con una nuova storia da raccontare e un vuoto già vecchio e mai uguale.

 Da qui a casa, è una vita.