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Ma Ulisse era Ulisse, e io non sono Nessuno.

martedì 21 ottobre 2014

we weren't wolves


Ho incontrato un lupo.

Su di esso è già stato detto tutto; però a star soli ci si affeziona al suono della propria voce, e stasera ho voglia di parlare. Credo che le voci della folla abbiano confuso un po' l'immaginario che lo riguarda. È comprensibile, perché ne siamo innamorati: non a caso adesso rischia l'estinzione.

Mia nonna mi raccontava spesso la storia di quell'uomo che ne adottò un cucciolo la cui madre era stata abbattuta, è una storia che mi porto dietro da molto tempo prima di trovare quel libro magico che riesco a leggere solo quando la paura è troppa per affrontarla senza espedienti (sono arrivato al secondo capitolo).  Il racconto dell'ottimo rapporto tra i due si concludeva sempre con l'uomo divorato dal lupo nel momento dell'imprevedibile risveglio dell'istinto ferino.

Quel racconto non mi convinceva neanche da bambino. Non esiste il lupo cattivo, è sempre stata un'ingiusta metafora per parlare di noi stessi. Esiste il lupo affamato, la fame da lupi. Probabilmente quell'uomo, dopo tanti anni, non sarà stato più in grado di prendersi cura del lupo, procurare per lui tutto il cibo di cui aveva bisogno, e il lupo non sarà stato per niente contento di nutrirsi di lui e perdere un amico. Sì, avrebbe potuto accontentarsi e aspettare tempi migliori; ma il lupo non è intelligente, e questo è il motivo di invidia che l'ha reso insopportabile all'uomo. Della sopravvivenza non si cura, quello è lavoro dell'istinto. Non vuol vivere tollerando  i morsi dello stomaco.

Tutto deve essersi fatto più confuso dal momento in cui, in pieno delirio passionale, abbiamo deciso di chiamare il lupo uomo (come nel libro) e l'uomo lupo; e di inventarci il cane, surrogato d'amore incondizionato al nostro servizio. Forse per l'ingordigia di tenere tutti per noi i privilegi delle meccaniche da branco, l'emarginazione del debole e dell'anziano, la sottomissione alla leadership.

Tutti incontriamo almeno un lupo, nel corso dell'esistenza. Un cucciolo abbandonato, o un adulto che ha già divorato il suo ospite precedente. È utile sapere come comportarsi in questi casi. Fossimo veramente lupi, sarebbe facile: il cucciolo abbandonato non è un problema mio, con quello adulto ci si scontrerebbe per risolvere il problema con la sua o la mia morte. E invece l'umanità è sensibile agli occhi grandi e alla pelliccia morbida del cucciolo, e ai denti e all'autorevolezza dell'adulto. Preso atto di questo limite, si impone la decisione.

Se è un cucciolo, su un piatto della bilancia metti le urla del rimorso che dovresti sentire per il resto della vita per non averlo salvato, sull'altro le tue possibilità di prenderti cura di lui al rapido crescere delle sue esigenze. Non pensarci troppo, siamo umani: entrambe le scelte sono sbagliate. Se dovessi decidere di adottarlo, ricordati di prenderti cura di lui e nutrirlo ogni giorno, ogni santo giorno, anche ogni maledetta domenica. Lui ti impedirà di sentire la solitudine e ti proteggerà. Se ti stanchi o ti dimentichi o non sei in grado di sfamarlo, la storia della nonna te l'ho già raccontata.

Se è un adulto, mantieni la calma. Non scappare, è più veloce di te. Resta immobile, cerca di capire se gli interessi o se è già sazio. La parte più difficile è ingannare il suo fiuto per la paura, per non fargli capire chi comanda. Non è un discorso metafisico, il nostro corpo si mette in allarme e le secrezioni assumono un odore diverso. Ti sarà capitato di assaporarlo, perché in certi frangenti è intenso. Perché lo avverta il lupo ne basta un infinitesimo. Esiste una condizione rarissima e fortunata: il lupo potrebbe essere sazio e di buon umore, e tu potresti avere una mano in tasca, quella dove nascondi un coltello. In quel caso sareste più o meno ad armi pari, e lui lo percepirebbe. Se non fai sciocchezze lui potrebbe perfino avvicinarti e annusarti e esibirti il fianco, e tu potresti lisciare - con la mano libera - il suo manto. Potreste salutarvi da amici. Le vostre strade poi si separerebbero, e vivreste la vostra vita.


Well I've done some truly awful things
And you must be very terrified
Well you have every reason to be frightened
Since you been reading my mind