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amiamoci e patiamo.

sabato 9 aprile 2011

i have a drink




Dovreste fare musica che spinga le persone a bere. Che non mantenga viva la loro attenzione sulla canzone, ma li renda immensamente desiderosi di stare bene, male, di distrarsi o fare nuove conoscenze - meglio se dell'altro sesso. Musica alcolemica, ecco. Lasciate stare quel pezzo che li fa andare a tempo con i piedi, l'altro che li colpisce allo stomaco con quel ritmo. Bisogna che la gente beva, non è chiaro? Provate a capire perché. Non è solo per lasciare i gestori dei locali contenti dell'ingaggio. Non è neanche perché, bicchiere dopo bicchiere, nessuno si accorgerà delle imperfezioni in cui vi capiterà di cadere. È anche e soprattutto una questione politica, di buon comportamento civico. Lo Stato ha dato chiari segnali in merito: negli ultimi mesi sono stati chiusi diversi locali e circoli colpevoli di ospitare spettacoli e attività culturali che rendevano di secondaria importanza la consumazione di alcool. Sembra che in questi locali fosse possibile lanciare messaggi, persino comunicare. Chiusi, sigillati. Lampante: niente del genere è accaduto a club molto più grandi; chiudendo un occhio su seri problemi strutturali e di sicurezza, continuano ad andare alla grande perché in questi locali protagonista è la consumazione alcolica, e la musica - suonata o passata da un dj - è puro intrattenimento tra un drink e l'altro. Del resto, coi tempi che corrono, l'alcool fa bene allo spirito. Anche i più giovani l'hanno già capito, non vorrete dare proprio voi il cattivo esempio.
Non pensiamoci troppo. Beviamoci su.