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amiamoci e patiamo.

venerdì 15 luglio 2011

Gentless3, burying shoes since 98


Gentless3 - I've Buried Your
Shoes Down By The Garden
Tunafishbanda ne ha fatta un'altra delle sue e con nonchalance fa uscire il video ufficiale di Since98 dei Gentless3 [sito ufficiale]. Il brano è estratto dal nuovo album I've Buried Your Shoes Down By The Garden, dal cui titolo è facile desumere il gusto per il faceto della band e l'evidente influenza dei Sepultura.

Il video è diretto da Gabriele Galanti. Nessun animale è stato maltrattato durante le riprese. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistiti è puramente arsenale.



Questo comunicato è quanto di più NON UFFICIALE possa esistere a questo mondo.

mercoledì 13 luglio 2011

flashback


Foto di Floriana Grasso
Chissà com'è che, ripensando alle quattro giornate di Timpaviva, i miei primi ricordi siano queste immagini e questi suoni:
  1. Martino che si arrampica su un eucalipto, a quattro metri d'altezza, per far passare una prolunga elettrica.
  2. La carriola piena di chiodi, viti e attrezzi per costruire il bancone, poi diventata deposito di cianfrusaglie.
  3. Il tetto del palazzetto dello sport di Acireale che va a fuoco mentre andavamo al bar per prendere i caffè ai ragazzi.
  4. All I Need dei Radiohead e New Martini dei Karate dal mio cellulare per provare le D.I.
  5. Cesare Basile che fischietta "The Hanging Garden" dei Cure.
  6. Il chitarrista dei Contrario Motu che grida rabbioso "Cazzo!" al microfono, quando la sua pedaliera ha smesso di funzionare.
  7. Gocce di sangue sulla scaletta dei concerti.
  8. Manette alla cintura di una ragazza.
  9. Il sole sul mare all'alba di lunedì.
  10. Alice che si medica le ferite prima di andare a dormire, quando il sole è già alto.

mercoledì 6 luglio 2011

"Resistere, scegliere, inventare" gli obiettivi de L'Arsenale


L'Arsenale, Federazione Siciliana delle Arti e della Musica, spiega se stessa in un nuovo documento, che sarà distribuito sia sul web che in forma cartacea all'interno di meeting, eventi e incontri pubblici. Eccolo qui di seguito.

Non siamo qui per organizzare spettacoli.Siamo qui per usare lo spettacolo.Siamo qui per resistere, scegliere e inventare. Siamo qui, e qui restiamo, per praticare l’autodeterminazione come unica via d’uscita dall'isolamento dell'abitudine a delegare.
Abbiamo scelto di rappresentarci da soli in una Federazione di artisti, operatori della cultura, maestranze dello spettacolo, per organizzarci sui nostri bisogni, rivendicare il dovere e la necessità di agire direttamente. Per riscrivere le regole del nostro essere cittadini attraverso iniziative di gestione diretta della cultura e dell'arte. Per provocare analisi, confronti e verifiche. Costruire esperienze di valutazione e partecipazione.
Non siamo più disposti a vivere le nostre città e il nostro territorio come beni sotto sequestro in mano alla pubblica amministrazione e al suo sistema. Gli spazi non sono gentile concessione, gli spazi appartengono alla comunità che deve esigerli e sottrarli a logiche clientelari e privatistiche.
Gli spazi vanno forzati, liberati e restituiti ai cittadini, affinché diventino luoghi di incontro, creatività collettiva, laboratori d'arte e cultura, officine di imprese e progetti liberati.
Il cambiamento passa attraverso l’autorganizzazione delle nostre risorse e delle nostre energie.
I beni pubblici negati, abbandonati, affidati alla speculazione, devono tornare nella disponibilità dell'unica proprietà concepibile: la comunità a cui appartengono che se ne fa garante.
“Vogliamo una nuova città dove la gente impari a farsi i piani. Farseli come persuade a ciascuno, umili, aperti, non rinunciando a quanto conosciamo: con l'effettiva capacità di parlarci, d'intenderci, di sviluppare la nostra cultura...non vogliamo fontane con quattro pisciatelle, né le piante in museo, in tre giardini per la domenica...non vogliamo restare inerti, o non valorizzati, o andare a venderci dispersi altrove senza comprendere a chi ci si vende e a quale prezzo...Vogliamo materiale da museo i mafiosi e i residui parassiti memorie di un tempo incredibile. Ciascuno cresce solo se sognato" Danilo Dolci


L'Arsenale - Federazione Siciliana delle Arti e della Musica
www.larsenale.org – arsenaleinfo@gmail.com