lunedì 26 dicembre 2011

Fringes, l'esordio di The Artificial Tears per Up To You.

Roberto è un mio vecchio amico. Ci conosciamo da almeno dodici anni, tra scuole superiori e prime esperienze di associazionismo. Ricordo che, già nelle prime chiacchierate, uno degli argomenti di cui parlava più spesso e volentieri è sempre stato la musica. Mi parlava del gusto per la sperimentazione di Peter Gabriel, si entusiasmava per i quasi sconosciuti (ai tempi) Sigur Ròs, credo che fosse l'unico dei miei amici di allora ad amare i Massive Attack. Anche se i nostri gusti non sempre sono andati di pari passo, devo in gran parte a lui la curiosità per la musica, la voglia di non ancorarmi ai "grandi nomi" e cercare quel che di buono si può trovare anche nelle piccol(issim)e produzioni. Solo dopo qualche anno ho scoperto che suonava e componeva già da tempo; l'avessi conosciuto ora, dopo aver avuto a che fare con così tanti musicisti, l'avrei capito a prima vista.
Il punto è che il mio amico in questi anni ha messo su un bel po' di canzoni, tante da riempirci quattro album full-lenght, e si è finalmente deciso a tirarle fuori da casa sua sotto il nome di The Artificial Tears. Il disco con cui ha deciso di venire allo scoperto si chiama Fringes ed esce per l'etichetta Up To You, che ne propone un saggio in download gratuito. A Roberto auguro un "in bocca al lupo"; a voi, buon ascolto.

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