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amiamoci e patiamo.

lunedì 12 dicembre 2011

non esiste un motivo valido


Ci sono giorni, come questo, in cui ti accorgi di quante cose vadano storte, mentre tu pensi di stare facendo il massimo, il possibile per andare avanti. Piccole e grandi cose, da leggere di improbabili manovre economiche a scoprire che Enrico "Enver" Veronese, uno dei miei giornalisti preferiti, molla tutto, amareggiato e convinto che non ne valga più la pena;
“Nessuno oggi”, ho scritto sull’ultimo Mogli E Buoi in edicola a dicembre “si chiede più il senso di quello che fa, il suo scopo: ve ne siete accorti? Perché, musico implume con poche sessioni di sala prove, o band celebrata al quinto disco sempre uguale, vuoi/volete per forza che io ascolti le vostre canzoni o tirate strumentali o esperimenti elettronici? Per quale motivo suoni? Per quale invece vuoi figurare sulle pagine, cioè vuoi avere un pubblico? E’ il tuo lavoro, ci ricavi qualcosa? O non hai limiti al comune narcisismo? Sai quanti ce ne sono come te… assumete per vero che è la musica che serve a voi, non siete voi a servire alla musica” [Continua qui - almeno fino alla scadenza del dominio web].
 O ancora, capire che un progetto su cui ho speso tanto tempo e impegno non funziona più, non funzionano più insieme le persone che lo portavano avanti, o forse sono io ad essermi convinto che il gioco non valga più la candela.
Ma soprattutto leggere della tragedia di Francesco Pinna, operaio ventenne nel service per il concerto di Jovanotti a Trieste, morto sul lavoro per un collasso strutturale assurdo, ingiustificabile. Nessuna tempesta, nessun terremoto, concerto indoor e produzione "ai massimi livelli" non dovrebbero lasciare spazio a incidenti che possano costare la vita di un ragazzo, un appassionato come me, perché un lavoro del genere non ti basta per campare. Non esiste un motivo valido.
Spero che almeno il giro di celebrità e twitter-vip la smetta presto con la comoda gara di solidarietà mediatica a favore di "Lorenzo e gli altri".