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amiamoci e patiamo.

mercoledì 28 dicembre 2011

Quelle svastiche sui muri


Tornato ad Acireale per le vacanze natalizie, la prima cosa che noto uscendo di casa è una grossa svastica nera tracciata con lo spray sul muro di fronte. "Sto' coglione", penso proseguendo, ma non ho il tempo di completare la sequela di insulti mentali che ne vedo subito un'altra all'angolo, e ancora poi, innumerevoli, sparse per i muri di tutte le vie; svastiche "liscie" o corredate da parole in tedesco e/o dediche del tenore di "a morte i comunisti".

Tralasciando il risibile contenuto di tali pittogrammi urbani, che amo attribuire a qualche brufoloso adolescente ribelle/confuso/male-informato, mi diverto a immaginare un po' di scenari conseguenti alla misteriosa iniziativa locale:

  • il brufoloso sopra-citato e sovra-eccitato, intento a spulciare Facebook in cerca di reazioni al suo atto d'orgoglio nazionalsocialista (ammesso che conosca la parola)
  • partiti impegnati nella stesura di comunicati stampa per far presente la propria indignazione o una prudente presa di distanze dall'atto vandalistico
  • associazioni che convocano assemblee straordinarie per organizzare dimostrazioni o attività di pulizia
  • i proprietari degli immobili mentre lanciano un paio di bestemmioni mattutini per poi rassegnarsi al danno
  • altri misteriosi individui notturni al contrattacco con contro-scritte o oscuramenti a secchiate di vernice
  • ultima ma non ultima l'amministrazione, che sotto le pressioni di partiti e associazioni non può fare altro che guardarsi in tasca, soffocare un sospiro e canticchiare con nonchalance il mantra non ci sono soldi

Non tutto è perduto, però. Forse in campagna elettorale qualche mecenate restaurerà le nobili facciate acesi a proprie spese. Chissà che smacco sarà per il naziwriter.