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amiamoci e patiamo.

mercoledì 19 febbraio 2014

to: Michele Alì, Acireale


Caro Michele,

avevo pensato di scriverti quando ho appreso della tua candidatura a sindaco di Acireale,  per dirti quanto io ne sia contento. Non l'ho fatto subito perché ho creduto che fosse inutile dirti "in bocca al lupo" senza essere lì per darti una mano. Ma dopo aver letto il tuo appello agli acesi fuori sede, non sono riuscito più a trattenermi.

Non sono bravo con gli elogi, non tento neanche di improvvisarne uno.

Voglio solo dirti che mi rode il fegato per aver lasciato passare così tanto tempo dalla nostra ultima chiacchierata; che se avessi saputo prima la tua intenzione di dare una dimensione pubblica all'impegno di cui ti fai carico da sempre, avrei rimandato il mio cambio di residenza abbastanza a lungo da poter prendere un biglietto aereo e venire a votare; che dove abito ora sto bene e amo il mio lavoro, e il mio sogno è di tornare lì non per accontentarmi, ma per stare ancora meglio.

In tutta franchezza: non so come te la caveresti come sindaco; se dovessi dar voce solo alla mia amicizia per te e non al mio affetto per la città, ti augurerei di essere premiato da un numero di voti sufficiente a rappresentare un segnale forte, ma non ad essere eletto. Ma le mie idee si sono inasprite, e non riesco a figurarmi nessuno scenario politico funzionante che non parta da una completa, niente affatto metaforica, tabula rasa. So che ci metteresti passione e fiducia, e tanto mi basta a pensare che ogni persona attiva, ogni associazione che ha cercato di far qualcosa di vero per Acireale (e che, di conseguenza, avrà goduto del tuo supporto) dovrebbe appoggiarti senza riserve e apertamente, non per una logica di gratitudine, ma per atto di responsabilità. Per dimostrare di meritare istituzioni attente alle loro esigenze.

Vorrei farmi una risata insieme a te sulla soddisfazione di chi in passato avrà malignato: fa così perché, vedrai, questo qua un giorno si candida.

Vorrei poterti dare anche il mio voto, per poter dire a me stesso ecco, ho fatto la mia parte, ho fatto tutto il possibile.

Ci vediamo presto, Michele.
Un abbraccio.

Michele Alì - Chiazzette di Acireale, Febbraio 2014