notepad

amiamoci e patiamo.

venerdì 28 marzo 2014

gradi di separazione


In seguito ad una lunga giornata in fermento o per vincer la noia dell'invecchiamento, gli alcoolici amano incontrarsi di sera al bar per consumare qualche persona insieme e farsi compagnia.

Come quei due elegantoni dall'atteggiamento spumeggiante: se ti avvicini, potrai sentire i loro frequenti brindisi a questo o quel buon proposito per l'avvenire. Potrà sembrarti sciocco da parte loro, ma non vedi come sorridono? Non far loro il prosecco alle intenzioni.

Mentre in quell'angolino, nella luce soffusa, una distilla signora - di una certa età, ma invecchiata bene - approfondisce la conoscenza di quell'elegante borghesino dalla voce calda e l'espressione arabica. Sa del suo passato amaro e di come sia privo di spirito, ma si aggrappa all'idea di fare di lui un caffè corretto.

Poco distanti da loro, al lume di candela, potrai scorgere quei due bicchierini conversare tra loro in modo sconnesso. Sono Sambuca e Assenzio, stanno facendo anicizia.

Vodka, quella bella ragazza dell'est in piedi, sta invece corteggiando il sig. DiSaronno, uomo dolce e gentile ma ancora più anziano di quanto possa tradire la sua etichetta. Lei pensa che insieme sarebbero un buon cocktail. Lui ha perso l'amaretta via.

Dall'altra parte, nella zona più illuminata - potrai riconoscerli dagli abiti firmati e i modi inconfondibili da giovani rampanti impegnati in politica - stanno i soliti quattro bianchi al bar che volevano cambiare il mondo. Hanno modi molesti ed eccessivi, mentre uno di loro sfodera il suo cavallo di battaglia, annoiando gli altri per ore con la solita storia delle Convenzioni di Ginepro.

Isolato, Mirto prende un foglio di carta e butta giù qualche sketch con la China.

Quei due che mormorano sono Capitan Morgan, vecchio contrabbandiere di canne da zucchero e cacao dalla pelle ambrata, e Sandeman, sanguigno spilungone che spaccia sogni al Porto.

Un nutrito gruppetto di bionde, rosse e scure parlottano alla rinfusa di gonfiori di stomaco, imbottigliamenti nel traffico e altre questioni spinose, di quando in quando pettinandosi le schiume

Al bancone, alcuni vecchi amici si ritrovano dopo cena e conversano con leggerezza di ogni cosa; mascherando con un sapore dolciastro le proprie amarezze, per meglio digerirle.

In disparte, alcuni Whisky aspettano e aspettano, neanche loro sanno cosa, con aria malinconica e torbata.






And all the smiles that I wear 
And all the games that I play 
And all the drinks that I mix 
And I drink until I'm sick 
And all the faces that I make 
And all the shapes that I throw 
And all the people I meet 
And all the words that I know 
Makes me sick to the heart 
Oh I feel so tired

And the way the rain comes down hard 
That's how I feel inside