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amiamoci e patiamo.

domenica 23 marzo 2014

romanza d'appendice



[Una maleducata e ignorantissima ballata umoristica con la doppia funzione di espormi al pubblico ludibrio e descrivere i momenti peggiori del mio rapporto con il cibo. E il gradito effetto collaterale di avermi fatto perdere la cognizione del tempo.]


Mangiare serve a vivere
ne gode il corpo e l'anima.
Davvero imperdonabile:
il buono è insopportabile.
L'assoluzione massima
risiede nelle viscere.

In fondo al cieco vicolo,
raccolte al capolinea,
le indigeste storie
ed errabonde scorie:
d'errori e d'ogni smania
li v'è stigial ventricolo.

Non vivono né muoiono
nel buio calamaio
di bile indelebile;
nessuna luce labile
li guida al letamaio
ma ringhiano, si mordono.

Potrebbe sopraggiungere
l'incendio e la sua furia.
Richiesto è un atto epico
con lame ed anestetico
in sala operatoria.
Oppure, puoi defungere.





Illustrazione di Molg H.



The empty bodies stand at rest
Casualties of their own flesh
Afflicted by their dispossession