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amiamoci e patiamo.

venerdì 4 aprile 2014

fiori piove


Oggi è stata una giornata di lavoro significativa, perché era la stessa che ha deciso la scadenza della mia lunga vacanza in Sicilia ed era uno spettacolo importante a cui non avevo mai lavorato prima.

Dopo essermi svegliato con più di un'ora e mezza di anticipo rispetto all'allarme che avevo programmato, mi sono avviato verso il magazzino con la Stilo ancora trabordante palloncini colorati, post-it gialli, ritagli di carta, ovetti di cioccolato e accoglienza di amici.

Una volta arrivato, ho parcheggiato sotto un albero evidentemente affetto da Primavera e mi sono trasferito in auto con i miei colleghi per raggiungere il posto di lavoro. Solo quando siamo arrivati alla sala concerti mi è stato comunicato quale sarebbe stata la mia mansione odierna. Già sorpreso di essere stato coinvolto in questo lavoro, di certo non avrei mai immaginato di assumervi un ruolo tanto centrale e in condizioni di piena autonomia decisionale.

Ho fatto qualche stupidaggine, e in fin dei conti non ho trovato soddisfacente il mio risultato. Ma il mio superiore deve aver visto la mia faccia, e subito dopo la fine del concerto è venuto a farmi i complimenti. Il che non mi ha fatto cambiare idea sui miei errori, ma ha trasformato un che cazzo faccio, proprio nell'occasione più importante!  in un posso fare di meglio.

Rientrati al magazzino, mi appresto a recuperare la mia auto e avviarmi verso casa. Adesso piove, e la macchina è completamente cosparsa di fiori caduti dall'albero. Per la bellezza dell'accostamento cromatico dei petali con la vernice blu scura e la regolarità con cui si sono distribuiti sulla carrozzeria, la pianta sembra averle deliberatamente contagiato, passato la Primavera. Ho pensato di fare una foto, ma era tutto così bello e in condizioni così svantaggiose (pioggia, buio, incapacità fotografica), che ho preferito conservarne l'immagine in mente e farne la mia compagnia per la strada del ritorno.

Appena seduto al volante, mi sono accorto che i fiori sul parabrezza ostruivano quasi del tutto la mia visuale, e così sono stato costretto a compromettere l'integrità di quella piccola meraviglia a colpi di tergicristallo.

E pur procedendo lentamente l'aerodinamica degli eventi non ha lasciato scampo a gran parte dei fiori; sotto casa mi sono accorto che ne sono rimasti pochi e disposti senza la minima naturalezza, facendo sembrare la Stilo non più ingentilita dalla loro presenza, ma anzi bisognosa di un lavaggio.

Dubito che la laverò.
Chissà quanto a lungo resteranno attaccati.

non mi sono inventato niente.


ti sembra il caso di andare via? 
Vieni qui 
che rifacciamo il letto 
e stiamo ad ascoltare 
che fuori piove.